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Oggi è il 25 Aprile e quindi si celebra la liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista (meglio ricordarlo perkè la gente sa ke è festa ma nn sa perkè). Come ogni anno questo giorno è ricco di emozioni e ricordi e ultimamente anche di polemiche che al posto di unire il Paese continuano a dividerlo sempre di più.
Se non fosse stato per tanta gente che si è sacrificata forse a quest'ora non sarei a scrivere. La stessa gente che ha versato lacrime, sangue e gocce di sudore per dare nuovamente uno splendore al Paese più bello del mondo...
Oggi molti miei coetanei se ne sbattono di questo giorno e spesso lo ridicolizzano forse perkè non hanno mai vissuto in quegli anni come me ovviamente. Però studiando e soprattutto ascoltando i racconti delle mie nonne sono venuto a conoscenza del grande sacrificio fatto dalla gente che non era solo quello militare ma era soprattutto il sacrifico per la Nazione e quindi la gente si voleva davvero del bene.
Purtroppo in questi anni si sta assistendo ad una decadenza che non è solo economica come descrivono i tg ma una decadenza culturale frutto dell'ignoranza e disinformazione che ristagna in questo Paese. La gente che morì per sbattere a calci in qlo Mussolini viene descritta come delinquente oppure si pensa a commemorare le vittime di Salò che erano fasciste e quindi che appoggiavano il regime! Molte persone che vissero durante la dittatura stanno rivivendo i fantasmi di questa anche se in un contesto diverso.
Prima si agiva con la violenza e le purghe... ora ci prendono per qlo semplicemente accedendo la tv o comprando un giornale e quindi se prima ce lo mettevano in qlo con lo sputo ora non usano neanche quello! Al "potere" c'è sempre LUI che sfrutta ogni tragedia per attirare consensi promettendo di far nevicare manna dal cielo... ma alla fine al massimo dal cielo arriverà qualke cagata di piccione (anche se porta fortuna). Se viviamo questa situazione la colpa è di tutti perkè la classe politica (sx,sx,centro,su,giu) in questi ultimi 20-30 anni ha pensato agli interessi del singolo e non del collettivo come fecero i veri politici che diedero vita alla Costituzione.
La Costituzione che oggi vuole essere stravolta per gli interessi di questi delinquenti che rischiano di buttare nel cesso i valori di questa.
Vorrei concludere riportandovi il principio pluralista della Costituzione e vorrei sapere da voi se questo principio è ancora rispettato in Italia... "e noi che speravamo di esserci liberati dal regime!"
È tipico degli stati democratici. Pur se la Repubblica è dichiarata una ed indivisibile, è riconosciuto e tutelato il pluralismo delle formazioni sociali (art. 2), degli enti politici territoriali (art. 5), delle minoranze linguistiche (art. 6), delle confessioni religiose (art. 8), delle associazioni (art. 18), di idee ed espressioni (art. 21), della cultura (art. 33, com. 1), delle scuole (art. 33, com. 3), delle istituzioni universitarie e di alta cultura (art. 33, com. 6), dei sindacati (art. 39) e dei partiti politici (art. 49).
È riconosciuta altresì anche la libertà delle stesse organizzazioni intermedie, e non solo degli individui che le compongono, in quanto le formazioni sociali meritano un ambito di tutela loro proprio. In ipotesi di contrasto fa il singolo e la formazione sociale cui egli è membro, lo Stato non dovrebbe intervenire. Il singolo, tuttavia, deve essere lasciato libero di uscirne.






